Negli assignment di questi corsi io propongo un limitato numero di riflessioni scegliendoli in base al tipo di classi, agli eventi, a ciò che sto studiando; un po’ come se coinvolgessi gli studenti nel mio percorso. Resisto alla tentazione di proporre tutti quelli che mi potrebbero venire in mente perché non raggiungerei mai una sensazione di completezza e otterrei solo il risultato di creare una sensazione di saturazione e confusione nei partecipanti. In fin dei conti, completezza rispetto a cosa? Credo che sarebbe comunque una scelta alfine arbitraria. Preferisco che le persone abbiano un po’ di tempo per riflettere, sapendo bene del resto che la mancanza di tempo è un problema un po’ di tutti gli ordini di studi. Non credo che si possa imparare molto studiando molto e sempre con la sensazione di non avere tempo sufficiente. Ci dovrebbe sempre essere del tempo per riflettere.

E poi finisce che parte degli assignment, sotto forma di spunti di riflessione, vengono proposti dagli studenti stessi! Così è successo con Giada (Teorie comunicazione) che ha ripescato un assignment di un corso precedente dove avevo utilizzato il post sulla “alta connessione” di Stephen Downes, un pensatore contemporaneo da me prediletto, fra l’altro.

Molto bene anche il dialogo con la Maestra nella rete.

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