Alessandro (Med) scava. Bene. Sarà molto interessante monitorare la sua resistenza a medicina …

Dice Alessandro che solo una microscopica parte della massa crea, di fatto. Certo. Nei social network esiste la regola empirica del 1-9-90:

dai l’opportunità di agire a 100 persone, 1 si muove, 9 seguono e 90 guardano.

Questo è il mondo.

Dire che la massa è attiva e produce non significa che la sua totalità è attiva e produce bensì significa che in una massa molto grande anche quella piccola percentuale è molto grande; su una piccola torta ci sono poche ciliegie, su una grande torta ci sono molte cilegie. Io preferisco avere a che fare con torte grandi perché con le torte piccole la probabilità che io mangi una ciliegia diventa troppo bassa.

Il responsabile della divisione Research&Development della Procter & Gamble, avendo dato in pasto alla massa alcuni progetti di ricerca per trovare la soluzione ad alcuni problemi, disse che per ogni premio nobel nei loro laboratori di ricerca, out there ne avrebbero trovati altri 200. Ha funzionato. Dopo avere capito questo la P&G è prepotentemente risalita a Wall Street. Tutto qui.

Poi dici

Però è innegabile che questo metodo di insegnamento [quello scolastico tradizionale] è il più semplice e funzionale, e a differenza di una educazione pedagogica capace come quella da lei promossa, è adatto a grandi numeri di persone, che si potranno specializzare ognuno in una cosa diversa, restando completamente ignoranti nel resto ma facendo funzionare (e sì, pure progredire) la società.

Il sistema tradizionale vigente è comodo nel senso che comporta flussi finanziari e assetti economici consolidati contenuti in strutture burocratiche rigide, in Italia assurdamente rigide. Tuttavia è paurosamente inefficiente. Quel poco che in realtà rimane da tale istruzione potrebbe essere ottenuto comodamente in un quinto del tempo e ci rimarrebbe il tempo per una formazione vera.

Questo sistema si ingegna di preparare specializzati ma produce specializzati stupidi e questo è terribilmente antieconomico. Altri paesi dove questi concetti sono un tantino più chiari ci stanno sopravanzando a grande velocità.

Il vero grande problema ecologico è quello di dissipare il più grande e più elevato potenziale che nella Natura (a noi nota) sia emerso sino ad ora: la capacità di apprendimento degli esseri umani.

Sono convinto che, se non ci autudistruggiamo prima, questi nostri tempi verranno considerati come una sorta di medio evo della formazione, un’era iniziata con la rivoluzione industriale e che si trasformerà in qualcos’altro nel giro di 20-50 anni.

Alcuni degli insegnanti che avete conosciuto saranno esposti nei musei di storia naturale in stanze vicine a quelle dedicate ai tirannnosauri.

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