La riflessione proposta è oltremodo int …

La riflessione proposta è oltremodo interessante e stimola un sillogismo che forse può così esprimersi: a scuola si lavora con i libri; lavorare stanca ed è barboso; i libri sono barbosi.
Talvolta effettivamente la scuola con le sue attività rigidamente preordinate e precostituite ha sortito l’effetto di smorzare quell’entusiasmo e quell’energia che si sprigiona dal contatto diretto con la realtà, dal vivere e imparare insieme.
Ma ci sono più scuole che possono affiancare quella istituzionale.
In passato il mondo agreste o la bottega artigiana erano comunità educanti, luoghi del fare nei quali i mediatori culturali non erano solo umani. Mi sovviene ora ” La Città come Scuola” di Mc Luhan: strade palazzi com strumenti di formazione: non solo libri. O, ancor di più, la natura come scuola . Tutti luoghi in cui situare i nostri dialoghi con gli oggetti che li compongono. Leggere la città, leggere la campagna, insomma. Forse nella società del terzo millennio dobbiamo e possiamo “leggere” , “muoverci” e “interagire” anche con i luoghi del web?

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