Chiara ha fatto un commento interessante al mio post sulle connessioni.

La tua mente non è pigra. Credo che, patologie particolari a parte, non esistano menti pigre. La mente esiste in quanto infaticabile collettrice di connessioni e creatrice di idee. La miriade di input sensoriali vanno a rafforzare un’ancor più ricca moltitudine di connessioni.

Le idee sgorgano fuori dalla mente come le bolle in tumultuosa competizione nell’acqua in ebollizione. E come le bolle d’aria si vedono solo quando sboccano dalla superficie dell’acqua così la nostra attenzione s’avvede di quelle che emergono con maggior prorompenza dal magma della nostra mente.

Quando un suono brusco ci fa sobbalzare allora è una precisa idea di allarme che vince su tutto ma quando per esempio ce ne stiamo quieti ed oziosi e lasciamo che la mente vaghi allora le composizioini più delicate, ricche e sofisticate affiorano e quello è ciò che sentiamo come il flusso dei pensieri.

Tutte le menti producono idee in gran copia, anche nelle persone che ritengono di averne poche. Perché poi le idee prodotte dalla mente sono selezionate da un sistema di filtri sviluppato con l’educazione, la formazione e in generale col vissuto della persona.

Avere idee è semplicemente una questione di libertà interiore. Si tratta di accettare e prendere sul serio le proprie idee. Non temere di avere idee cattive. Non temere di avere idee sbagliate. Non temere l’errore. Ci sono semplicemente idee che risultano attagliarsi alla realtà in un dato contesto e altre che non s’attagliano. Quest’ultime, banalmente definite idee sbagliate, sono le più preziose perché danno un sacco di informazione utili. Non vanno trattate male e non bisogna vergognarsene.

Chiara, credo che tu abbia centrato quello che penso. Il nuovo non nasce dalle aziende, che pur vivono in rete e ne hanno bisogno e vi contribuiscono, ma nasce sempre da singole menti, alcune delle quali possono benissimo appartenere a persone che si trovano in un’azienda e comunicano tramite essa. Ma son sempre singole menti quelle che producono il nuovo. Menti che si connettono con miriadi di altre menti. Penso che il concetto di connessione sia cruciale.

La ricchezza di una mente dipende direttamente dal numero, dalla qualità, dalla diversità delle connessioni che ha stabilito con altre menti, off line e on line. È uno dei punti fondamentali del connettivismo quello secondo il quale la conoscenza sia in sostanza costituita dall’insieme delle connessioni con il mondo esterno.

In realtà, per la nostra mente la distinzione fra fisico e virtuale non esiste. Lo stato della mia mente in questo momento è influenzato e arricchito da ciò che tu hai scritto, anche se in questo momento io non ricordo quale dei 250 volti che ho conosciuto in questo semestre corrisponda alla mente che mi sta influenzando.

In questi giorni sto leggendo avidamente un libro (The Web of Life) di Fritjof Capra, noto per avere scritto il Tao della Fisica, ed uno (Brain Rules) di John Medina, un neuroscienziato molto noto. Li ho trovati grazie a connessioni stabilite online ma ora li ho in mano e li sto leggendo. La mia mente si sta trasformando grazie a ciò che Capra e Medina mi stanno dicendo attraverso le loro pagine anche se non li ho mai conosciuti personalmente.

Si possono condividere enormi quantità di pensiero con le menti degli altri, che possono essere autori che non conosci, amici, la persona che ami o altri. La nostra conoscenza e la ricchezza della nostra mente sono alimentate da queste connessioni.

Il mondo online non ha portato niente di nuovo ma ha semplicemente potenziato enormemente la nostra possibilità di connettersi ad altre menti.

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